Patente inglese dopo la Brexit: cosa cambia

Patente inglese dopo la Brexit: cosa cambia

Dal 1 gennaio 2020, con l’entrata in vigore della Brexit, il Regno Unito e l’Irlanda del Nord sono diventati Paesi extra-europei, con tutte le conseguenze politico economiche che ne derivano.

In particolare nel mondo automobilistico le cose son cambiate significativamente. Tutti i cittadini europei possono circolare liberamente da uno stato all’altro senza preoccupazioni, mantenendo la stessa assicurazione e la stessa patente. Si può utilizzare il documento di guida non solo per brevi periodi ma anche in caso di trasferimento di residenza in un altro stato europeo, per poi convertirlo con quello del nuovo Paese alla scadenza del documento di guida.

Ora che il Regno Unito e l’Irlanda del Nord sono usciti, tutto ciò non ha più validità. Le compagnie assicurative si stanno adeguando per soddisfare le nuove regole. La cosa importante è di avere sempre con sé la Carta Verde (o Carta Internazionale di assicurazione) a dimostrazione del fatto che la vettura sia coperta dal RC auto.

Per il documento di guida, invece, le cose son diverse. Ora che sono diventati Paesi extra-europei, la validità della patente britannica su suolo europeo è totalmente differente.
Dal 1 gennaio 2021 queste patenti sono da considerarsi extracomunitarie, per cui soggette all’art 135 del C.d.S. riguarda la circolazione con patenti di guida rilasciate da Stati non appartenenti all’Unione Europea o allo Spazio economico europeo”. Inoltre “fermo restando quanto previsto in convenzioni internazionali, i titolari di patente di guida rilasciata da uno Stato extra UE/SEE possono condurre sul territorio italiano veicoli alla cui guida la patente posseduta li abilita, a condizione che non siano residenti in Italia da oltre un anno e che, unitamente alla medesima patente, abbiano un permesso internazionale ovvero una traduzione ufficiale in lingua italiana della predetta patente”.
Per cui anche i titolari di patenti britanniche potranno guidare con la medesima patente in territorio europeo per brevi periodi, fino ad un anno dalla residenza.

Il Ministero dell’Interno ha precisato con la circolare n° 300/A/3855/21/111/84/2/7 del 23 aprile 2021 che

  • se è vero che dal 1° gennaio 2021 le patenti di guida britanniche hanno acquisito lo status di extracomunitarie e devono pertanto soggiacere agli obblighi del citato art. 135 CdS, tuttavia fino al 31 dicembre 2020 erano da considerarsi a tutti gli effetti rilasciate da un Paese dell’Unione Europea. Ciò significa, dato che la norma del codice stradale non può avere efficacia retroattiva (anche per non pregiudicare diritti già riconosciuti), che il termine di 1 anno entro cui i titolari di patente UK che abbiano acquisito la residenza in Italia devono chiedere il rilascio della patente italiana per continuare a guidare nel nostro Paese, deve decorrere non dalla data di acquisizione della residenza ma dal 1° gennaio 2021.
  • allo stesso tempo le patenti di guida britanniche derivanti a loro volta da conversione di patente di guida italiana si devono considerare convertibili. Significa che se un cittadino italiano si è trasferito tempo addietro nel Regno Unito convertendo la sua patente italiana in britannica, se torna a vivere nel nostro Paese può liberamente ottenere la riconversione della patente da britannica a italiana.

Pertanto tutti i possessori di patenti britanniche residenti in Italia da più di un anno, ovvero prima del 1 gennaio 2021, devono convertire la patente entro il 31 dicembre 2021 per non incorrere in sanzione dell’art. 135 del CdS.

 

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